Dallo psicologo non ci vanno solo i matti

Se uno va dallo psicologo è matto: questo è il più diffuso, radicato e resistente dei luoghi comuni sugli psicologi e la psicologia. Dobbiamo tentare di rivedere il concetto di “matto” e provare a pensare alla sofferenza come a qualcosa che, nel corso della vita, può accadere a chiunque.
Può accadere a chiunque di soffrire e di sentire di aver bisogno di aiuto.
E non c’è alcun motivo al mondo per sentirsi “matti” se questo aiuto si decide di chiederlo.   In quanto animali sociali abbiamo sempre bisogno degli altri e in determinati momenti della vita può essere necessario che questi altri siano persone qualificate e  con delle competenze specifiche. Di solito se ci si trova di fronte a un problema che non si sa come risolvere o che richiederebbe tempi lunghi e molta energia non ti senti così debole a rivolgerti ad un esperto in quel campo. Come mai per le questioni psicologiche dovrebbe essere diverso? Nella nostra società la malattia mentale è ancora qualcosa di spaventoso. Ma perché? Su quali basi la sofferenza fisica è normale mentre quella psicologica dev’essere sottovalutata e tenuta nascosta? Si tratta sempre di sofferenza che, come tale, andrebbe curata allo scopo di migliorare la propria qualità di vita. Senza contare che il corpo e la mente sono strettamente collegati e si influenzano reciprocamente.